* Squadra Bianca Amici 7 * The Dream Forum *

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Il Resoconto!
view post Posted on 21/6/2008, 18:47Quote
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Come si legge in un comunicato stampa domenica 27 aprile, alle 21.30, su Canale 5, Maria De Filippi , in diretta da Piazza dei Centomila a Cagliari, presenta Amici Live. Chi meglio del cantante Marco Carta, cagliaritano-vincitore di questa edizione, può fare da padrone di casa nella sua amata città d'infanzia? Con lui sul palco si esibiscono i ragazzi che hanno partecipato alla fase finale di questa settima stagione di Amici . Ad affiancarli nel grande show, tra gli altri, l'amatissimo attore Claudio Amendola, sugli schermi Tv nei panni di Giulio Cesaroni (dalla fiction I Cesaroni ) e il duo comico formato da Katia & Valeria, celebri per la loro imitazione a Zelig delle "corteggiatrici" di Uomini e Donne. L'arrivo in Sardegna è previsto per sabato pomeriggio.

Ma, ad ulteriore conferma del successo di questo talent show, bisogna sottolineare l'ampio spazio che il programma sta trovando sui mass media. Anche di quelli che solitamente non ne parlano. Basti pensare a Repubblica, che dedica due pagine di R2 del 24 aprile al Paese in cui si canta per cambiare vita. Ernesto Assante scrive che "in ventimila hanno partecipato alle selezioni di X Factor... in trentamila sono andati ai provini di Amici. Un esercito. Dietro al quale ci sono altrettanti aspiranti star, che prendono parte alle selezioni di di talent show minori, come Celebrity, in onda su Sky, storici come Sanremo Giovani, o nei mille concorsi che continuano ad esistere in ogni regione. Negli Usa il talent show di maggior successo è American Idol, il programma più seguito dal pubblico televisivo statunitense, e i suoi vincitori, come Kelly Clarkson o Carrie Underwood dominano già le classifiche. In Inghilterra la trasmissione di punta è X Factor, che lo scorso anno ha incoronato regina Leona Lewis, attualmente nella top ten sia in America che in Europa".

"E' un'evoluzione naturale - dice a Repubblica Simona Ventura, giurata eccellente della versione italiana di X Factor - nella società italiana ci sono talenti incredibili che non ce la fanno, non hanno carattere, o semplicemente non ci credono più, perchè pensano che tutto sia deciso a tavolino. Invece questi programmi dimostrano che ognuno può avere la possibilità di partecipare o magari di vincere. Se è bravo".
"Quella di Amici è una scuola seria - sottolinea a Repubblica Maria De Filippi - che non ha la pretesa di creare un cantante o un ballerino ma ha la pretesa di far uscire un talento o presentarlo alle case discografiche o alle compagnie di danza. Non presentiamo un prodotto tant'è che i ragazzi della scuola sono vestiti tutti uguali, non hanno look particolari da cantanti o artisti già formati. Il talent show Amici, inoltre, offre la possibilità ad autori sconosciuti di venir fuori, non costruiamo talenti ma li facciamo emergere".
I critici della "generazione talent" sottolineano che, almeno per ora, in Italia nessuno dei ragazzi che hanno vinto questi concorsi hanno raggiunto poi un vero e proprio successo, non sono entrati nemmeno in competizione con i cantanti, gli attori o i ballerini del mercato "vero". Ma Assante è ottimista: "Nei primi anni di American Idol non era successo nulla, oggi i discografici guardano persino i provini per cercare le star di domani. E domani, probabilmente guarderanno You Tube per cercare il nuovo divo di Hollywood".

Questo programma ha stimolato anche un interessante dibattito "cartaceo" tra due grandi scrittori. Walter Siti aveva scritto su La Stampa: "quale alchimia garantisce ad Amici tanta popolarità? Il valore aggiunto, certamente, è Maria De Filippi, che è dotata di un istinto rabdomantico nel percepire i minimi trasalimenti nell'umore del pubblico. Rispetto alla passata edizione, ha attenuato parecchio il sadismo di mettere i concorrenti uno contro l'altro; persino la gag dell'insegnante di danza e della ballerina fisicamente inadatta, che l'anno scorso toccava corde drammatiche, quest'anno si è collocata su un registro sostanzialmente comico. La De Filippi ha capito che i ragazzi non dovevano essere messi troppo in crisi, li ha tutelati anche nel day-time, nella zona più reality del programma. Quest'anno più che mai, ha deciso di giocare la carta della distanza del suo show dal Grande Fratello: mentre il successo di quest'ultimo si basa su un voyeurismo quasi sprezzante (il pubblico si identifica coi protagonisti ma restandone un poco superiore, o almeno sentendosi tale), lei ha sottolineato l'aspetto della proiezione idealizzata. I ragazzi a casa vorrebbero essere come quelli di Amici, saper ballare e cantare come loro, e i genitori vorrebbero avere dei figli così. All'aggressività petulante del pubblico in studio si è sostituita quest'anno la candida e dolente ammirazione di Platinette per la gioventù e per il talento. Le famiglie vogliono dimenticare i rischi di disoccupazione, la cocaina, l'indifferenza e il nichilismo sentimentale che minacciano i loro figli. I concorrenti del Grande Fratello, in certi micidiali attimi di vuoto, rispecchiano l'incertezza, gli sbagli, la paura di abbandonare quel rifugio caldo per uscire ad affrontare il mondo. I concorrenti di Amici, invece, non vedono l'ora, di affrontare il mondo dello spettacolo per affermarsi e diventare delle star. Maria De Filippi è una madre dura ma giusta, orgogliosa ma ironica; chi non vorrebbe essere al posto suo, in quel paese ideale dove i giovani hanno passioni forti, artistiche, valori incontrovertibili e bipartisan come l'impegno, la disciplina, la fiducia nel futuro? Amici realizza il miracolo di un programma pensato per i giovani che affascina gli adulti e accomuna le classi sociali: la ragazzina sottoproletaria, ma anche la studentessa borghese che fa il Dams all'università. Invece che rispecchiare la miseria che siamo, o stuzzicare i desideri più primitivi (la sghignazzata facile, il colpo di fortuna, la curiosità del mostruoso, i culi e le tette) Amici scommette in prima serata su un sentiero più difficile, quello del dover essere e della mediazione culturale. Volendo sfruttare l'appeal dei giovani, si è dovuto confrontare con uno dei nodi della mediazione culturale, cioè col tema della pedagogia. Lo spazio, e il tempo, del programma sono quelli di una vera e propria «scuola»; l'unica scuola che funziona in Italia, nell'immaginario di chi ne ha decretato il successo (e qui conta il ricordo della serie cult Saranno famosi). La De Filippi, ancora una volta, è stata bravissima nello spettacolarizzare l'insegnamento; il reality, quest'anno, si è spostato dai ragazzi ai docenti e le qualità sadiche della conduttrice si sono esercitate nel mettere la Celentano contro Garrison, o qualche ragazzo contro la Di Michele eccetera. Sfidando un tabù dell'estetica televisiva, che è quello di evitare le ripetizioni, qui i balletti venivano addirittura ballati identici per tre volte, la prima dai «dimostratori» e le altre due dai concorrenti - ma funzionava, perché la ripetizione faceva risaltare le differenze e permetteva agli spettatori di trasformarsi in giudici, magari in disaccordo col televoto. Mai la mediocrità è stata così premiata come in televisione; spesso il migliore non vince, il che è inevitabilmente diseducativo. Alla finale di Amici erano in palio 300 mila euro e questo scompaginava un po' la metafora della «scuola»; che i giovani cantanti e ballerini di Amici non siano tanto bravi non fa problema, in fondo a scuola si va per imparare; ma certo, che poi uno non tanto bravo, con una bella voce ma immaturo (imbarazzante un suo tentativo di Rugantino con accento sardo) vinca 300 mila euro, beh, sembra proprio uno scandalo. Dal telegiornale si è saputo che a Cagliari il giovane vincitore, Marco Carta, è stato festeggiato «dalla folla scesa in strada»: ecco forse un'ultima ragione del successo di Amici, un effetto Campanile sera".

Gli risponde Edmondo Berselli su L'Espresso: "Se il grande Walter Siti ci assicura che con Amici le famiglie 'vogliono dimenticare i rischi di disoccupazione, la cocaina, l'indifferenza e il nichilismo sentimentale che minacciano i loro figli' non diciamo 'chapeau', ci inchiniamo al vincitore Marco Carta, e pronunciamo l'atto di dolore. Mi pento e mi dolgo di avere fatto scattare il pollice sul telecomando ogni volta che appariva Amici. E giuro sui romanzi di Walter Siti: la prossima edizione, Amici la guardo".


Fonte: Blogsfere

La Mia Puffetta Ti Amulo Di Bene Ale <3

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¢σи ℓα тυα νσ¢є є ℓ'αℓℓєgяια ,

¢нє ∂єитяσ мє

иσи να ριù νια ..







Alicetta Miaa , Sei Speciale <3

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Alessandra , Alice , Adriano ,
Angelo , Luca , Iacopo Vi AmoH .
Siete TROPPO Speciali ..



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